Lu la pigiatrice

Pier Luigi Tolardo


Luisa è una Centralinista Telecom Italia. Ha quasi 40 anni, è single, vorrebbe uno che la sposi e non la faccia più lavorare e pensa che sarà più facile se dimagrirà. Non che sia poi così grassa, anzi. Sul tavolo del Centralino, tiene comunque una bottiglia da 1 litro di un imprecisato colore, "il beverone magico" che, a suo dire, farebbe miracoli. Se solo non ingurgitasse lì stesso, sul banco da Centralinista, quei paninazzi che le porta la ragazza di Pasquale, quello che non partecipa allo sciopero dei ticket, perché il suo bar, che ha preso il posto della mensa aziendale, vive esclusivamente su questi.

Luisa non è un'operatrice Telecom Italia dei moderni Call Center, dove si vendono le Alici o si danno i numeri, no. Luisa è proprio una centralinista vecchio stampo, riceve le chiamate e le smista agli interni oppure collega gli interni con il resto del mondo. Da qualche anno, con ritmo estenuante, la chiamano i tecnici esterni della Telecom Italia dai loro telefonini, i quali telefonini non sono abilitati, per evitare abusi, praticamente a nulla e dipendono dal Centralino per chiamare clienti, colleghi, imprese che collaborano con Telecom.

Ormai i tecnici sono tutti amici di Luisa, Lu come si fa chiamare lei. La riconoscono dalla voce e lei riconosce loro, eppure non sono pochi! Qualche centinaio sparso tra Liguria, Sardegna, Piemonte e Val d'Aosta. Lei li saluta sempre con un: "Ciao Caro, come va?" e si congeda quasi sempre con un "Caro, chiama quando vuoi". Qualche volta la Lu chiede: "Da dove chiami?", "Com'è il tempo lì?". Sembra una Radio di quelle libere, solo senza musica, dediche, premi, ma forse la Lu si sente una disc-jockey e un po' lo è, rompendo con la sua simpatia la routine dei tecnici sballottati in decine di chilometri fra un guasto e un altro.
Qualche volta i tecnici si permettono una battuta scherzosa, le dicono di venirli a trovare in Riviera o sulla Costa sarda, e lei accetta, questi improbabili inviti, rispondendo a tono.

I clienti esterni sono più rari, ma ci sono anche loro, a volte "pesanti, come sono pesanti", come dice la Lu, e scaricano su di lei il disappunto e l'ira per i ritardi nella riparazione di un guasto, la loro odissea per far spostare un palo, le loro peripezie nel mondo dell'Adsl. La Lu li rincuora, li sostiene, sdrammatizza, abbozza, sopporta, si santifica perché non perde mai la pazienza, non so come faccia.

Lei si definisce una "pigiatrice", cioè una che pigia tutto il giorno, tutti i giorni, sulla tastiera, un'umile pigiatrice che quando fa il turno della notte, però, si trasforma: garantisce la reperibilità, riceve le chiamate delle Forze dell'Ordine per un'intercettazione, per un palo caduto sulla strada, per un ospedale rimasto fuori servizio. La Lu, chiama allora il reperibile aziendale, lo sveglia nel cuore della notte, lo informa dell'accaduto, gli passa altri colleghi per gli interventi necessari.
Da umile pigiatrice diventa quindi un indispensabile anello della catena aziendale, volta a garantire il servizio sempre e comunque, l'unica donna autorizzata a svegliare nel cuore della notte, mentre sono accanto alle loro mogli, i numeri uno delle gerarchie aziendali, a farli lavorare, a mobilitarli, un po' a dirigerli o a consigliarli, specie se giovani ingegneri alle prime armi.
Nessuno conosce il lavoro della Lu bene, ma tutti ne conoscono ormai un po' la voce, quella voce che gli chiede "Come stanno i tuoi bambini?", visto che il tecnico ha trovato giusto dirlo alla Lu, la prima collega sentita dopo la nascita del bebè.

Pier Luigi Tolardo