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Tra le pieghe di una storia. La rammendatrice
Zia Lina, si chiama. E lei ne parla sempre: zia Lina fa le crostate
che sbricioliamo sulla scrivania a tutte le ore, zia Lina fa regali
per i parenti tutti e gli amici degli amici. Soprattutto, zia Lina
rammenda.
E i vestiti tornano nuovi o modificati o resi più belli perché
diversi, eppure sempre gli stessi. Come i pantaloni della mia collega
che li tocca e li guarda compiaciuta, come la giacca appartenuta
alla mamma, che zia Lina a suo tempo aveva già curato e che
ora cura ancora.
"Il suo lavoro ufficiale era quello di magliaia, rammendatrice,
tintora, ma ella svolgeva
anche altre attività come chiromante, indovina, maga e chi
più ne ha...". Così Gadda in Quer pasticciaccio
brutto de Via Merulana.
Bè, zia Lina è maga per le donne della sua famiglia,
quelle che come la mia collega amano i vestiti alla moda, ma che
di fronte a una stoffa di tradizione e di segreti rinnovati si tuffano
nel desiderio che "vorrei fare anch'io crostate e vestiti".
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© 2003-2007 Alessia Rapone. Tutti i diritti riservati.
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