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Tra le pieghe di una storia. La rammendatrice

Zia Lina, si chiama. E lei ne parla sempre: zia Lina fa le crostate che sbricioliamo sulla scrivania a tutte le ore, zia Lina fa regali per i parenti tutti e gli amici degli amici. Soprattutto, zia Lina rammenda.
E i vestiti tornano nuovi o modificati o resi più belli perché diversi, eppure sempre gli stessi. Come i pantaloni della mia collega che li tocca e li guarda compiaciuta, come la giacca appartenuta alla mamma, che zia Lina a suo tempo aveva già curato e che ora cura ancora.

"Il suo lavoro ufficiale era quello di magliaia, rammendatrice, tintora, ma ella svolgeva
anche altre attività come chiromante, indovina, maga e chi più ne ha...". Così Gadda in Quer pasticciaccio brutto de Via Merulana.

Bè, zia Lina è maga per le donne della sua famiglia, quelle che come la mia collega amano i vestiti alla moda, ma che di fronte a una stoffa di tradizione e di segreti rinnovati si tuffano nel desiderio che "vorrei fare anch'io crostate e vestiti".





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