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Carta da cucire. Il rilegatore.
Si è aperta la mia tesi di laurea: il librotto verde mi
ha sputato fuori le pagine centrali e io ho pensato che sarebbe
stato meglio usare ago e filo piuttosto che colla e sputo.
Rilegare un libro non è facile.
Un tempo lontano, il rilegatore era il frate
che in convento scriveva a mano i testi e confezionava i fogli con
cura certosina. Un tempo meno lontano, il rilegatore usava il taglia
carta, il telaio, il battidorso
la pressa.
Un tempo più vicino, ho trovato su un sito web di cui non
ho più traccia queste parole:
"Il meccanismo di funzionamento del taglia carta è
costituito da una manovella collegata ad una ruota, la quale
deve essere girata continuamente: essa è il "motore"
del macchinario. Con la forza motrice creata dal movimento rotatorio,
si mette in azione una ghigliottina, la quale taglia le pagine
del testo, rendendole della stessa dimensione, evitando così
che vengano rilegate pagine con diverse sbavature.
Il telaio serve per la cucitura delle pagine che viene effettuata
con un ago. Si effettuano incisioni sul dorso del libro,
o sulle pagine da rilegare, con un seghetto, poi vengono messe nel
telaio e cucite con pazienza 'certosina'.
Dopo tutte le fasi della lavorazione viene utilizzato il battidorso
per rendere la rilegatura più raffinata ed elegante. Questo
macchinario serve per tenere il libro perpendicolare al piano di
lavoro con il dorso rivolto verso l'alto, sul quale vengono applicate
due striscioline di raso alle sue estremità. Quest'ultimo
sarà visibile anche a rilegatura completata e per il libro
esso rappresenterà una "cravatta".
L'ultima fase della rilegatura consiste nella pressatura del
libro che rimarrà sotto pressione per 48 ore".
Fenomenale.
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© 2003-2007 Alessia Rapone. Tutti i diritti riservati.
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