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Carta da cucire. Il rilegatore.

Si è aperta la mia tesi di laurea: il librotto verde mi ha sputato fuori le pagine centrali e io ho pensato che sarebbe stato meglio usare ago e filo piuttosto che colla e sputo.
Rilegare un libro non è facile.

Un tempo lontano, il rilegatore era il frate che in convento scriveva a mano i testi e confezionava i fogli con cura certosina. Un tempo meno lontano, il rilegatore usava il taglia carta, il telaio, il battidorso… la pressa.

Un tempo più vicino, ho trovato su un sito web di cui non ho più traccia queste parole:

"Il meccanismo di funzionamento del taglia carta è costituito da una manovella collegata ad una ruota, la quale deve essere girata continuamente: essa è il "motore" del macchinario. Con la forza motrice creata dal movimento rotatorio, si mette in azione una ghigliottina, la quale taglia le pagine del testo, rendendole della stessa dimensione, evitando così che vengano rilegate pagine con diverse sbavature.
Il telaio serve per la cucitura delle pagine che viene effettuata con un ago. Si effettuano incisioni sul dorso del libro, o sulle pagine da rilegare, con un seghetto, poi vengono messe nel telaio e cucite con pazienza 'certosina'.
Dopo tutte le fasi della lavorazione viene utilizzato il battidorso per rendere la rilegatura più raffinata ed elegante. Questo macchinario serve per tenere il libro perpendicolare al piano di lavoro con il dorso rivolto verso l'alto, sul quale vengono applicate due striscioline di raso alle sue estremità. Quest'ultimo sarà visibile anche a rilegatura completata e per il libro esso rappresenterà una "cravatta".
L'ultima fase della rilegatura consiste nella pressatura del libro che rimarrà sotto pressione per 48 ore".

Fenomenale.





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