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Il fabbro

Il fabbro mi ha sempre fatto paura. Forse perché gioca col fuoco e a me il fuoco fa paura, un po'. Forse perché lavora in botteghe scure e sporche da cui possono uscire esseri spaventosi. Forse perché ferri e lame… metallo, insomma, mi fanno venire in mente la guerra e il mal di denti. Entrambi dolorosi.

Il fabbro lavora il metallo, arte antica svolta dai tanti Fabricious di un tempo. E dal metallo
uscivano spade, lance, corazze… la guerra, quindi, c'entra. Ma dal metallo, mentre scorrono
secoli e gusti, escono fuori anche attrezzi di lavoro e di decoro: ferri di cavallo, balaustre, cancelli, testiere per letti. Mia nonna ne ha una davvero bella, ricca di fiori e ricami raffinati. Il fabbro è un artista.

Il suo mestiere, quindi, è indispensabile ad altri mestieri e ad altre arti. Ma lui nella sua bottega è solo, accompagnato dal ragazzo apprendista e dalle scintille pallide che ogni tanto escono dalla forgia se il ferro è arroventato. "Brucia!" L'apprendista non conosce ancora bene la "giusta temperatura" cui mantenere il ferro: se è troppo bassa è insufficiente per lavorare, se è troppo alta il pezzo di ferro rischia di diventare inutilizzabile. Se è quella giusta, il ferro si può lavorare. Tenaglia per prenderlo, incudine come base d'appoggio, martello per percuoterlo e farne delle barre da lavoro, dar vita alle forme desiderate.

Il mio amico Fabrizio ha comprato un nuovo saldatore elettrico. Lui non scherza col fuoco. Neanche i suoi antenati fabbri.


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