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Il vasaio
Il torchio a pedale è la prima cosa che si vede entrando
nella bottega. Si vede ancora prima di lui, il vecchio torchio,
e il vecchio vasaio, tutte e due attenti a lavorare bene.
E dal lavoro attento sta uscendo un'anfora non ancora piena di acqua
fresca d'estate, ma già carica di significato. Le mani dell'uomo
la lavorano con cura, la finiscono e la rifiniscono, poi andrà
accanto ai vasi e ai piatti
esposti.
Mi sembrano morti, certi pezzi di artigianato lasciati lì,
in attesa di essere guardati e a acquistati, ma ora l'anfora è
viva, è appena nata, è bella.
Il vasaio si rallegra del lavoro compiuto, pensa a quanta fatica
potrebbe risparmiare con le nuove macchine, quelle senza pedale,
ma lui ci vuole essere tutto nel suo lavoro, anima e corpo, cuore.
La bottega-laboratorio è
sempre più piena di oggetti che si lamentano del troppo stare
nascosti e allora alla prossima fiera d'artigianato locale parteciperà
anche lui, raccoglierà i frutti del suo lavoro e si metterà
in viaggio. Almeno fino a dove il piede stanco gli permetterà
di arrivare.
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© 2003-2007 Alessia Rapone. Tutti i diritti riservati.
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