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Il vasaio

Il torchio a pedale è la prima cosa che si vede entrando nella bottega. Si vede ancora prima di lui, il vecchio torchio, e il vecchio vasaio, tutte e due attenti a lavorare bene. E dal lavoro attento sta uscendo un'anfora non ancora piena di acqua fresca d'estate, ma già carica di significato. Le mani dell'uomo la lavorano con cura, la finiscono e la rifiniscono, poi andrà accanto ai vasi e ai piatti esposti.

Mi sembrano morti, certi pezzi di artigianato lasciati lì, in attesa di essere guardati e a acquistati, ma ora l'anfora è viva, è appena nata, è bella.
Il vasaio si rallegra del lavoro compiuto, pensa a quanta fatica potrebbe risparmiare con le nuove macchine, quelle senza pedale, ma lui ci vuole essere tutto nel suo lavoro, anima e corpo, cuore.

La bottega-laboratorio è sempre più piena di oggetti che si lamentano del troppo stare nascosti e allora alla prossima fiera d'artigianato locale parteciperà anche lui, raccoglierà i frutti del suo lavoro e si metterà in viaggio. Almeno fino a dove il piede stanco gli permetterà di arrivare.

Corrado Cagli, Il vasaio, olio su tela

Corrado Cagli, Il vasaio, olio su tela (Collezione Verzocchi)

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