SCRITTURA E DINTORNI
Appunti sparsi presi a caso. Tutti legati alla scrittura,
ai suoi vizi e alle sue virtù.
Sono le riflessioni di giornalisti, scrittori e poeti che, sebbene
sempre reticenti a parlare di sé e del proprio lavoro-passione,
svelano quello che succede quando si ha a che fare con un'idea che
diventa parola scritta, con un pensiero che diventa comunicazione.
E alla fine anche un indovinello che parla di noi
di noi
che scriviamo e che leggiamo
Prova a sostituire le parole
dei versi con altre legate alla scrittura. Esci dalla metafora e
scoprirai chi è l'autore!
Per festeggiare un anno di vita online.

Allergie verbali di stagione
Distinti. Distinti saluti, i "distinti" allo stadio,
un figlio che prende "distinto", e non sai se devi premiarlo
o punirlo: l'aggettivo è irritante in quanto vago e superbo.
Chi ha distinto i miei distinti saluti? Potrà farlo il destinatario:
non io, alla fine della lettera. Cosa distingue un abbonato dei
distinti dai tifosi della curva o da quelli della tribuna? Nulla:
se non il fatto di essere indistinguibile.
Chiarissimo. Premesso ai nomi di alcuni professori universitari,
è esilarante. "Ehi tu" vien da dirgli "guarda
che so il modo oscuro in cui hai vinto quel concorso!". Non
ho nulla, invece contro l'appellativo Magnifico per il rettore.
E' talmente buffo da diventar simpatico (ma anche Gonzissimo no
sarebbe affatto male).
Presidente. Un italiano su quattro è presidente di
qualcosa. A nome degli altri tre, dico: basta! Gli americani sono
altrettanto attratti dai titoli, ma si fermano un gradino sotto:
negli Usa sono tutti Vicepresidenti. In Italia invece vogliamo strafare.
Ma allora perché fermarsi a presidente? Eleggiamoci Sultano,
Marana, Rais, Vice Imperatore.
Beppe Severgini
Un patto con i nostri lettori
Abbiamo sempre e consapevolmente voluto fare un giornale di servizio,
cercando di metterci nei panni dei lettori [Corriere Lavoro], cercando
di interpretare i loro bisogni, ma anche i loro sogni
(sogni e bi-sogni per noi vanno insieme).
Walter Passerini
Dentro i libri
Sono qui seduto e leggo un poeta. Nella sala ci sono molte persone,
ma non si fanno sentire. Sono dentro i libri. Qualche volta
si muovono fra un foglio e l'altro, come uomini che si rivoltano
nel sonno, fra un sogno e l'altro. Come si sta bene in mezzo agli
uomini quando leggono. Perché non sono sempre così?
Rainer Maria Rilke
Io scrivo così
Concentro un'idea o un'esperienza in un breve testo sintetico,
che si accompagna ad altri testi per formare una serie. Sto particolarmente
attento alle espressioni e alle parole, sia per il loro ritmo
sia per il loro suono e l'immagine che evocano.
Italo Calvino
Al servizio del lettore
Parlare al lettore nella sua semplice lingua, non in quella sussiegosa
dell'Accademia, peste e dannazione di una cultura come quella nostra
che per questo non è mai riuscita a diffondersi come sarebbe
stato suo primo dovere di fare. Noi dobbiamo essere e restare al
servizio del lettore, e in senso non astratto, ma concreto in
quanto è lui che ci mantiene comprando i nostri giornali
e libri. Ciò non vuol dire secondarne gli errori o almeno
quelli che a noi sembrano tali. Significa soltanto cercar di correggere
l'errore senza mancare di rispetto a chi lo commette.
Indro Montanelli
L'indovinello veronese
Boves se pareva
Alba pratalia araba
Et albo versorio teneba
Et negro semem seminaba
Spingeva avanti i buoi,
tracciava solchi su un prato bianco,
impugnava un bianco aratro
e seminava un seme nero.
Chi è?
Spingeva avanti le dita,
tracciava solchi su una pagina bianca,
impugnava una penna e seminava inchiostro.
E' colui che scrive!
© 2003-2007 Alessia Rapone. Tutti i diritti riservati.
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