|
Richard Sennett, L'uomo flessibile
"Fare i fornai al computer ha profondamente cambiato
le cadenzate attività fisiche del lavoro.
Adesso di fornai non entrano in contatto fisico con
la materia prima o con le pagnotte, ma controllano tutto il
processo attraverso icone su schermi che, per esempio, presentano
immagini del colore del pane derivate da dati sulla temperatura
dei forni e sul tempo di cottura; pochi fornai vedono davvero
il pane che sfornano. I loro schermi di lavoro sono organizzati
nel familiare sistema Windows: in uno di essi appaiono per
esempio icone per numero di tipi di pane molto maggiore rispetto
a quelli che venivano preparati in passato:
pagnotte all'italiana, alla francese o alla russa, tutte richiamabili
toccando lo schermo. Il pane è diventato un'immagine
su uno schermo.
Una delle conseguenze di questo sistema di lavoro è
che i fornai non sanno più come fare il pane. Il pane
prodotto automaticamente non è un capolavoro di perfezione
tecnologica; le macchine spesso non forniscono dati corretti
su quel che sta lievitando al loro interno e, per esempio,
non riescono a calcolare con accuratezza la crescita dovuta
al lievito o il colore che avrà davvero la pagnotta.
I lavoratori possono armeggiare con gli schermi in modo da
correggere in parte questi problemi ma non sono in grado di
riparare le macchine o, cosa ancora più importante,
di fare davvero il pane attraverso controlli a mano, quando
l'impianto si blocca (cosa che succede fin troppo spesso).
Sono lavoratori dipendenti dal programma e non sono in grado
di avere conoscenze concrete. Per loro il lavoro non è
più leggibile, nel senso che non possono capire
ciò che stanno facendo".
Richard Sennett, L'uomo flessibile, Milano,
Feltrinelli, 1999
<<<
© 2003-2007 Alessia Rapone. Tutti i diritti riservati.
|