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Contatti personali e tirocinio.

Per quanto riguarda i canali di accesso al mercato sono sempre importanti i contatti personali. Soprattutto per alcune professioni (come gli architetti), meno invece per le figure professionali legate all'area di studi economico-statistica. Cresciuto in maniera significativa negli ultimi anni il peso dell'esperienza di un periodo di tirocinio nelle aziende.

Federico Pace, Kataweb.it/lavoro, venerdì 25 febbraio 2005

CANALI DI INGRESSO AL MONDO DEL LAVORO

Modalità di ingresso
Anno di laurea
2003
2002
2001
2000
1999
Iniziativa personale
37,6
36,9
39,0
38,3
34,4
Segnalazione parenti/amici
16,0
16,4
12,7
11,9
14,3
Stage o altra attività post-laurea
10,7
10,1
10,4
8,4
6,2
Chiamata da azienda
7,5
7,7
14,5
13,9
10,0
Risposta ad inserzioni
6,1
5,3
2,4
6,2
8,0
Contatti con ag. lavoro interinale
4,4
4,8
4,1
3,2
3,0
Inizio di attività autonoma
3,7
3,1
2,7
2,7
3,0
Concorso pubblico
3,4
3,6
4,3
3,9
4,5

Fonte: Almalaurea

Il potere della creatività

"Viviamo in un mondo in cui tutto è merce e immagine. Anzi, la merce non è se non l'immagine che se ne ha o se ne dà. E c'è un grande problema per gli individui con grande passione per la libertà e per la creatività del proprio lavoro ed è il potere delle imprese anonime e senza faccia, delle aziende con i loro comitati e consigli di amministrazione in cui non si spende una parola e non si muove un dito senza consultare i tabulati dove tutto è già scritto, audience, gradimento, percentuali, delle società che pretendono di capire i bisogni delle masse, della gente, di quell'umanità che chiamano i consumatori. Queste aziende hanno il potere di creare una cultura senza passione, senza forza, senza emozione, lucidano, smussano, appiattiscono tutto e il risultato è qualcosa che non sarà né amato né odiato da nessuno, il loro scopo è la mediocrità. I media sono portatori di strategie tutte concentrate solamente a far rialzare il titolo in borsa. Ma la materia prima dell'arte e, meno aulicamente, della comunicazione sono gli artisti, i comunicatori, gli scrittori, gli autori, i pittori, i musicisti, gli architetti, gli attori i creatori di immagini. Il potere dovrebbe, secondo buon senso, tutelarli, maneggiarli con cura, con la stessa cura che i fornai riservano alla farina. Questo avviene sempre più di rado. […]
La nostra cultura è una cultura di potere aziendale perché le aziende sono, purtroppo, unici e ultimi arbitri delle idee. L'avere cultura dovrebbe essere il contrario del mercantile, dovrebbe essere tutt'altro che una veloce pista verso la soddisfazione e il consumo. La cultura e la creatività sono un mezzo di consegna di messaggi prodotti da un potere che ci sta inquinando la vita. Però c'è sempre quell'imprenditore un po' pazzo, innamorato, forse eccentrico, che, credendo più nella creatività che nel potere, aiuterà la vera cultura. Bisogna semplicemente cercarlo e aiutarlo a esprimere la sua e la nostra passione. Dobbiamo imparare a sognare sapendo di sognare, sperando che il mondo sarà salvato dalla bellezza della creatività e non dal potere".

Oliviero Toscani, Il potere della creatività, in Next Anno VII, numero 19, 2004, Roma 2004


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