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Paura di scioperare. Il diritto allo sciopero.
'Il diritto allo
sciopero è - in Italia - fortemente condizionato
dalla precarietà e dalla flessibilità
del lavoro. Alle manifestazioni sindacali, i giovani
che possono aderire allo sciopero sono pochissimi, ormai.
In molte piccole e medie aziende la partecipazione all'astensione
nazionale dal lavoro è vista e giudicata molto
male. Donne e uomini titolari di contratti ai confini
della legalità preferiscono lasciare a casa
le loro (eventuali) passioni politiche. E si parla
d'altro anche nelle conversazioni a mensa e davanti
all'ascensore.
E' questo il nuovo Paese sommerso, un universo abitato
dal mobbing e dall'incertezza.
In questo pianeta spesso sconosciuto anche dai rappresentati
dei lavoratori, si sognano ma non si inventano nuove
forme di protesta
C'è troppa paura,
fra chi ha appena conquistato un posto o un incarico
a scadenza.
Guglielmo Epifani, a cui giro la questione nel
corso di un incontro, è d'accordo, ma fino a
un certo punto. Il segretario generale della Cgil difende
lo strumento dello sciopero generale, "perché
mette al centro del dibattito politico il nostro dissenso
sulle linee di politica economica del governo".
Vero. Si è parlato tanto di pensioni grazie alle
quattro ore di sciopero. Ma io continuo a pensare a
quelle migliaia di ventenni
e trentenni senza voce che non riescono a esprimere
il loro disagio e - purtroppo - non ce la fanno a rifondare
e/o a rinnovare i sindacati esistenti'.
Barbara Palombelli, Sette, Corriere
della Sera, giovedì' 6 novembre 2003
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