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Cari scienziati italiani nel mondo
Ministro Tremaglia,
Cari scienziati italiani nel mondo,
vi ringrazio di cuore di essere qui al Quirinale, e
di aver dato vita a questa iniziativa che considero
davvero straordinaria.
Quando ci interroghiamo su come costruire la 'Comunità
Italiana nel Mondo', ecco, proprio il vostro Congresso
è un esempio delle iniziative che vanno impostate
e poi rese stabili, durature. Esse vanno estese, auspicabilmente,
ad altri campi della ricerca, della cultura, dell'attività
economica, dell'impegno sociale.
Una Comunità esiste se, tra le sue componenti,
si crea dialogo, incontro, familiarità, se vi
è scambio di idee e di esperienze, se ci si applica
con metodo a qualche impresa comune.
In tale direzione, il vostro dibattito di questi giorni
è particolarmente interessante. Prima di tutto,
voglio citare la costruzione di una banca dati aggiornata
- che il Ministro Tremaglia ha opportunamente battezzato
'da Vinci' - che consentirà di sapere chi sono,
dove sono, che cosa fanno gli scienziati italiani nel
mondo, per raggiungerli con informazioni che li tengano
legati alla Nazione.
Ho sentito poi con grande interesse parlare di un Politecnico
Mediterraneo - proposta del Ministro La Loggia - che
colleghi la nostra ricerca con quella dei Paesi del
Mediterraneo.
La ricerca, l'investimento in ricerca sono "la"
priorità nazionale. Mi sembra che ciò
sia emerso con chiarezza dai vostri lavori. Un grande
Paese, tuttavia, ha la capacità non solo di investire
una quota importante del proprio reddito in ricerca,
con l'apporto di pubblico e privato; ha anche la capacità
di "selezionare" i propri obiettivi di ricerca;
di individuare progetti primari, strategici per il Paese,
e su di essi concentrare risorse importanti, per raggiungere
un livello di eccellenza internazionale. Mi attendo
un contributo decisivo da parte della comunità
degli scienziati italiani nel mondo: aiutateci a "selezionare"!
Si è parlato molto di fuga dei cervelli. Sono
intervenuto più volte sull'argomento. Vorrei
però evitare che tale dibattito generi equivoci
nell'opinione pubblica.
E' un bene che i nostri laureati, i nostri studenti,
i nostri ricercatori vadano a studiare e a lavorare
all'estero, laddove vi sono progetti importanti. E'
un bene per loro, è un arricchimento per la
Nazione.
Voglio anzi ringraziare ciascuno di voi perché
siete i migliori ambasciatori dell'Italia. Persone come
Rita Levi Montalcini, Carlo Rubbia, come Bruno
Coppi o Riccardo Giacconi hanno dato e danno
un contributo fondamentale all'Italia anche operando
all'estero. Alcuni di loro sono tornati a operare in
Patria.
Il problema va dunque impostato in altri termini: è
auspicabile che si accrescano i flussi in entrambe le
direzioni; e cioè dobbiamo aumentare i
ricercatori italiani che vanno all'estero e quelli che
ritornano a lavorare in Italia. In sintesi, dobbiamo
elevare la partecipazione del "sistema Italia"
alla ricerca scientifica avanzata a livello mondiale.
Sono appena tornato dalla visita a Modena, una delle
province più avanzate e ricche d'Italia, dove
quasi non esiste disoccupazione. Ebbene, il problema
che emerge dalle parole di industriali e responsabili
dell'Università è paradossale: solo il
65% del ragazzi consegue un diploma di scuola media
superiore, pochi raggiungono la laurea, perché
vengono allettati subito da impieghi remunerativi fin
dagli anni della scuola. Dobbiamo fare di più
per invogliare i nostri giovani a investire nello studio.
Dobbiamo aumentare il numero di laureati.
Cari scienziati,
vi ringrazio di cuore per questo incontro. So che portate
nel mondo quel modo di essere italiani, quel metodo
di saper leggere la realtà al tempo stesso con
disciplina e fantasia per innovare, produrre conoscenza.
Siate protagonisti di questa fase di apertura
della vita nazionale, siate interlocutori critici e
propositivi per le istituzioni; fatevi promotori, in
Italia e all'estero, delle proposte di cambiamento necessarie
per progredire.
Incontro del presidente della Repubblica Carlo Azeglio
Ciampi con il Comitato promotore del Convegno
degli scienziati italiani nel mondo, Palazzo del
Quirinale, 12 marzo 2003.
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