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Lucetta Scaraffia, il sapore della sfida


"I ragazzi si lamentano: ai colloqui d'assunzione per lavori che richiedono preparazione scientifica e offrono possibilità di carriera sempre più spesso sono preferite le ragazze.
Vengono ritenute più serie e più motivate a imparare e ad affermarsi. Si tratta di un capovolgimento di quella che è stata da sempre una tendenza nel mercato del lavoro, quando si preferivano gli uomini perché ritenuti più liberi di dedicarsi all'impegno affidato loro, meno condizionati da obblighi familiari e, soprattutto, esenti dalle lunghe assenze per maternità. E' uno dei segni più vistosi dei cambiamenti che l'emancipazione femminile sta provocando nella nostra società.

Certo non significa che le donne siano davvero più brave (tesi faziosa quanto quella che per secoli ha sostenuto la superiorità maschile), ma piuttosto che sono spinte da un bisogno d'affermazione più forte. Anche le ragazze che hanno ricevuto un'educazione uguale a quella dei fratelli maschi vedono l'esperienza di madri e nonne che testimonia come l'emancipazione femminile sia ancora recente e abbia quindi bisogno di conferme per rafforzarsi e divenire una realtà acquisita. Così si danno maggiormente da fare e il loro impegno è accresciuto da quel sapore di sfida che rende più interessante la loro vita. Un sapore che manca invece ai coetanei dell'altro sesso che, studiando e lavorando, sanno di non fare niente di speciale, e che si sentono anzi indeboliti dalla concorrenza femminile. Una concorrenza che dopo averli battuti nella percentuale di diplomati e laureati, ora li sta superando anche nel mondo del lavoro.

Questa novità, però, non è accompagnata da provvedimenti che facilitino la maternità delle lavoratrici. Anche la mentalità corrente non è cambiata e vede ancora nella maternità un ostacolo all'affermazione professionale, confermando così un dato che già sappiamo: le giovani donne in carriera rinunceranno ad avere figli, o li rimanderanno a un'età più matura".

Lucetta Scaraffia, rubrica Memorie, Io Donna-Corriere della Sera, anno 2003.


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