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Trentenni, professionisti, precari.
Intervista ad AA.VV.
In comune hanno l'età, le professioni intellettuali,
il cambiamento. Eppure non fanno parte di nessuna categoria
lavorativa tradizionale, non si conoscono, non li riconoscono.
Flessibili per scelta, spesso per necessità. Sempre
precari. E anche se
non lo dicono il tempo
di lavoro invade il tempo di vita e la domenica lavorano
il doppio.
1. Che lavoro fai?
LUCIA: Progettista didattico in
un consorzio universitario.
MARIA: L'operatore sociale.
RAFFAELE: Il pubblicitario, anzi
meglio dire il copywriter.
2. Quanti lavori fai?
LUCIA: Per ora uno ma vorrei farne
un altro, perché uno è decisamente insufficiente
se si vuole vivere dignitosamente.
MARIA: Uno basta e avanza.
RAFFAELE: Oltre al primo, faccio
anche l'insegnante di musica e qualche volta il musicista
(nel senso di lavoro remunerato).
3. Da quanto tempo?
LUCIA: Da quasi 2 anni.
MARIA: Da 1 anno.
RAFFAELE: Il copy da quasi 10 anni,
il musicista (quando mi pagano
) da sempre e l'insegnante
di musica da oltre due anni.
4. Che tipo di lavoro vorresti fare?
LUCIA: Mi piacerebbe insegnare
italiano e latino nelle scuole medie o italiano agli stranieri
in qualche Ong o scuole di lingue per immigrati. Ma anche
quello che faccio attualmente non mi dispiace, nonostante
manchi il contatto umano e un investimento emotivo che vada
oltre la propria "individualità".
MARIA: Il terapeuta individuale
e di gruppo.
RAFFAELE: Niente di diverso da quanto
gia' faccio, magari farlo un po' meglio
5. Che tipo di contratto hai e che tipo di contratto vorresti?
LUCIA: Ho un contratto di collaborazione
a progetto (ex co.co.co.) da 4 anni (cioè dall'anno
della laurea). Vorrei un contratto da dipendente ma, per ora,
mi accontenterei di un contratto a termine di 12 mesi
( sarebbe per lo meno un passo in avanti no?).
MARIA: Ho un contratto a progetto
della durata di un anno. Vorrei fare il libero professionista
e avere contratti a tempo determinato con Enti pubblici e/o
privati.
RAFFAELE: Ho un contratto "virtuale"
(accordo privato ma da libero professionista con partita iva
),
mi piacerebbe avere un'assunzione part-time.

6. Conosci i tuoi diritti nel mondo del lavoro?
LUCIA: Sì. Ma credo sia
inutile averne consapevolezza se, di fatto, non ci si può
difendere dai soprusi delle "alte sfere".
MARIA: Non è mai abbastanza.
RAFFAELE: Quali diritti?
7. Cosa fai per aggiornarti nel tuo
lavoro?
LUCIA: Sto frequentano un master
universitario e leggo testi ad hoc.
MARIA: Studio, seminari, corsi,
analisi di gruppo.
RAFFAELE: Mi confronto continuamente
con altre realta'.
8. Ti senti un cittadino di serie
B?
LUCIA: Decisamente sì. Non
posso comprare una macchina e, peggio ancora, in questo momento
nessuno mi farebbe aprire un mutuo, il che mi costringerebbe
a pagare salatissimi affitti per una camera (!!) che non "sarà
mai mia". Inoltre, se volessi sposarmi, cosa del tutto
comprensibile per una ragazza della mia età, non potrei!
MARIA: Mi sento sotto il livello
di povertà, quindi sì.
RAFFAELE: Mi sento un cittadino
non iscritto al campionato
9. Vivi da solo?
LUCIA: Purtroppo no! Ma sto per
decidermi anche se, guadagnando poco più di 800 euro
al mese e non venendo da una famiglia benestante, dovrò
sborsare quasi metà della mia magra retribuzione per
coprire affitto e vita condominiale. E la vita?
MARIA: No, non me lo posso permettere
e poi non mi piacerebbe.
RAFFAELE: No, siamo una coppia.
10. Sei preoccupato per il tuo futuro?
LUCIA: A tratti sì, anche
se da qualche mese sto cercando, con tutte le mie forze, di
non essere troppo lungimirante e di non investire troppo nel
futuro. Il che è comunque molto avvilente e decisamente
innaturale.
MARIA: No, sono ottimista e nel
frattempo continuo a studiare e a fare qualche lavoro occasionale
per arrotondare.
RAFFAELE: Il pensiero del futuro
non mi lascia certo tranquillo
11. Quali spese gravano di più sul tuo budget?
LUCIA: Di fatto tutte: dal panino
che ogni tanto compro per mangiare a pranzo (2 euro!!!!) ai
vestiti, fino ai divertimenti più banali (vedi cinema,
7 euro anche il mercoledì, per non parlare del teatro!).
MARIA: L'affitto, le bollette, mangiare
fuori.
RAFFAELE: Tutte quelle quotidiane
che di solito si fanno al supermarket, perche' i prezzi sono
raddoppiati (non sto esagerando, purtroppo).
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© 2003-2007 Alessia Rapone. Tutti i diritti riservati.
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