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Luce, colori, natura.
Intervista a Maria Grazia Luffarelli
In un sabato pomeriggio invernale e piovoso è un regalo
scovare un posto pieno di luce e di colori. Se poi entri nella
bottega a due passi dal caotico centro di Roma, eppure silenziosa
e accogliente, scopri una piccola donna che dipinge con passione
e con altrettanta passione
parla del proprio lavoro.
Maria Grazia Luffarelli. Qual è il tuo
lavoro?
Il mio lavoro è vivere della mia pittura: ho uno studio
aperto al pubblico dove espongo, come unico posto, tutti gli
originali, e tutta la collezione di quello che ho fatto negli
ultimi anni. E' quindi anche un negozio.
Ho creato uno spazio dove mi vivo la parte creativa, ma anche
il contatto col pubblico: chi entra e porta via un pezzo mio,
mi procura una soddisfazione enorme.
La soddisfazione si traduce in
ritorno economico?
Non sempre. Chiunque entra qui è un ospite, perché
questa è un po' la mia casa, la mia vita - mi rappresentano
i colori, i soggetti, il modo di disporre i quadri sulle pareti
- e questo ospite è benvoluto, indipendentemente da
quello che fa. Spesso iniziano anche discorsi sull'arte, con
le persone che entrano qui. Se poi la persona acquista anche,
sono contenta. Perché io adesso faccio solo questo
e vivo di questo.
Facevi altro prima?
Sì, ero un'impiegata statale.
E ho "impiegato" anni - per difficoltà mie
e perché ci vuole coraggio a lasciare un lavoro statale
- a decidere di portare quel lavoro al part-time fino a lasciarlo
completamente e fare questo, che è molto più
rischioso ma molto più gratificante. Io qui sono contenta.
Indipendentemente dal ritorno economico, che certo mi auguro
che ci sia.

Se nel tuo vecchio lavoro avessi potuto esprimerti maggiormente,
l'avresti lasciato comunque?
Bella domanda. Se la creatività che io esprimevo nell'altro
lavoro fosse stata la stessa che io sentivo mentre dipingo
No. Ma questo è un lavoro così particolare
Qui decido io quando, cosa e come dipingere
Dubito che
esista un lavoro che mi lasci tanto libera.
Magari!
La pittura ti permette di avere questo negozio-laboratorio-punto
d'incontro. Anche altre forme d'arte-lavoro lo consentono?
Penso di sì. La parola arte si può applicare
a molti campi - a quello della scrittura, per esempio - e
a tutti i livelli.
Quando c'è un incontro fra ciò che si offre
e ciò che viene percepito come piacere nel ricevere
quanto offerto, allora è possibile. E' possibile ogni
qualvolta la persona che si esprime ha il coraggio di esporsi.
Io invito le persone che hanno qualcosa da dire a dirla fino
in fondo, senza paura del giudizio.
Cosa dicono o cosa hanno detto i tuoi ex colleghi?
Muti. Due o tre, su un centinaio che mi ha conosciuto per
vent'anni, mi hanno fatto gli auguri. Non mi hanno molto incoraggiato,
anzi. Ma forse è anche normale: perché un conto
è lasciare un lavoro quando hai qualcosa in mano, un
conto quando non hai nulla.

Tranne un pennello. Hai mai portato un quadro in ufficio?
Certo! Ho anche fatto dei regalini, delle stampe
per
abbellire le stanze.
E il rapporto con i colleghi di via dei Banchi Vecchi?
Non ho molti contatti. Quando io entro qui, schizzo in un
altro mondo. Non ho molti contatti con l'esterno, tranne quando
l'esterno viene da me.
Progetti futuri?
Tantissimi progetti, ho un book dove prendo continuamente
appunti, faccio schizzi di acquerelli, inserisco anche foto
scattate da me. A volte devo rallentare perché non
ce la faccio coi tempi. E nel privato, vorrei comprarmi una
casetta: finora non era neanche un progetto, ma una cosa impossibile.
Nessun rimpianto per il passato?
No, credo di aver fatto la cosa giusta, anche nel caso vada
male. Valeva la pena provarci.
La mia felicità è stata avere il coraggio di
seguire la mia strada interiore.
Maria Grazia Luffarelli, pittrice. Un negozio-studio pieno
di acquerelli, di gioia e di natura anche se è nella
buia, ma affascinante, via dei Banchi Vecchi a Roma.
E un sito web - www.mgluffarelli.com
- che la fa conoscere anche all'estero. I viaggi da cui prende
"l'energia" fanno parte di alcuni dei suoi progetti
futuri.
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© 2003-2007 Alessia Rapone. Tutti i diritti riservati.
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