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Contro il fumo.
Intervista a Silvio Arcidiacono

E' vicino casa mia, la sede della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT). E vicino sento il loro impegno, a cominciare da quello contro uno dei maggiori e più subdoli responsabili: il fumo.

Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori e fumo. Quale nesso?
Non ci occupiamo come interesse primario del fumo, ma visto che proprio il fumo è all'origine di 1/3 dei tumori, ci occupiamo anche del fumo e promuoviamo il diritto alla salute.
Nella cultura collettiva c'è un'associazione fra tumori polmonari e fumo. Non si sa che il fumo è responsabile di 1/3 di tutti i tumori. Senza contare gli effetti a livello cardiovascolare.
La sigaretta ha poi un effetto di accumulo: le ultime ricerche hanno stabilito che, per quanto riguarda il rischio cancro, è più importante la durata (anni di fumo) rispetto al numero di sigarette fumate. E poi il fumo e l'inquinamento hanno un effetto moltiplicativo: non si sommano solamente, si moltiplicano!

10 gennaio 2005. E' entrata in vigore la legge 16 gennaio 2003, n.3, art. 51, che vieta il fumo nei luoghi di lavoro e negli esercizi pubblici. Era necessaria, questa nuova normativa? Non eravamo convinti delle leggi precedenti e, sul luogo di lavoro, della L. 626/94?
In effetti l'Italia è stato uno dei primi paesi al mondo a darsi una normativa antifumo, la legge risale al 1975. Solo che in Italia siamo gli eredi del "bizantinismo", per cui subito si sono introdotte delle "interpretazioni" un po' strane, ad esempio: "Cosa si intende per 'edificio scolastico'? Si intende anche la sala dei professori o solo le aule, anche i gabinetti o gli spazi comuni…?" Oppure, altra interpretazione un po' "bizantina": "Cosa si intende per 'ospedali'? Si intendono le corsie, solo le sale degli ammalati o anche quelle dei professori…?"

Le leggi precedenti, quindi, non erano sufficienti e non erano rispettate.
Noi abbiamo bisogno di norme e abbiamo bisogno anche di sanzioni. Che senso ha dire che tutto si potrebbe risolvere con la buona educazione? Se fossero tutte persone educate, non sarebbe necessario neanche il codice penale, i magistrati, la polizia. E invece è necessario, perché bisogna prevedere il caso in cui la legge non venga osservata. In particolare in Italia ci sono queste leggi che restano un po' sulla carta… nel senso che sono sprovviste di adeguate sanzioni e quindi si tende a sottovalutarne l'importanza.

A questo punto l'intervista si apre ad altri due partecipanti: Pasquale Valente e Clarita Bollettini.

Cosa succede con la normativa antifumo entrata in vigore il 10 gennaio?
Valente
: La nuova legge rappresenta un cambiamento culturale. Le leggi precedenti - la sentenza 399 del 1996 della Corte Costituzionale, che ha definito il fumo passivo come nocivo dell'ambiente, la 626 del 1994 - hanno anticipato la necessità del rispetto normativo, ma non sono state sufficienti. Da quando è scattata la legge, abbiamo ricevuto le telefonate di molte aziende interessate e fare qualcosa per se stesse e per i propri dipendenti. Bisogna essere ottimisti, con questa legge l'Italia si è inserita in un circolo virtuoso, anche se l'applicazione della norma è stata vissuta in modo traumatico.

Bollettini: Per le aziende che si rivolgono a noi organizziamo un piccolo convegno in cui illustriamo i danni del tabagismo, accettando il confronto e le obiezioni. Prepariamo e proponiamo, poi, corsi per smettere di fumare.

Qual è l'iter per l'azienda che vuole diventare "no smoking company"?
Bollettini
: Iniziamo con il convegno, raccogliamo le adesioni dei fumatori che desiderano smettere di fumare, iniziamo il lavoro col nostro gruppo di psicologi: colloqui motivazionali per definire il percorso, in gruppo o individuale, che porta a liberarsi dal fumo. Li chiamiamo GDF, Gruppi per la Disassuefazione dal Fumo.

Valente: L'intervento nelle aziende può essere integrato, comprensivo cioè di formazione ai quadri e di informazioni specifiche e sensibilizzazione diffusa. L'obiettivo è prendersi cura di tutti, fumatori e non fumatori. E per avere un clima aziendale positivo. Da una parte la regolamentazione, il divieto di fumo, dall'altra la possibilità di essere assistito.

Qual è l'ultimo intervento fatto dalla LILT in azienda?
Bollettini
: L'ultimo intervento lo abbiamo fatto all'Enea: una giornata di studio in cui abbiamo portato i danni del fumo in azienda

Quali aziende si sono rivolte a voi, finora?
Arcidiacono
: La tendenza ad anticipare i tempi è americana: Colgate Palmolive, Ethicon S.p.A. (Gruppo Johnson & Johnson), ma ora anche Enel, l'ANSA, l'VIII Municipio di Roma. Comunque, sempre grandi aziende. In Italia con questa legge si potrà inaugurare una tendenza a smettere su cui faremo il punto il 31 maggio, Giornata mondiale contro il fumo. E sono convinto che si registrerà una grande vittoria, così come 30 anni fa si registrò per il divieto di fumo nei cinema.

Cosa pensa della attuale pubblicità contro il fumo…?
Arcidiacono
: In Italia si fanno le campagne antitabacco e si premette che devono essere soft: per non irritare i tabaccai, i titolari di bar e ristoranti che, con poca lungimiranza, pensano di perdere clienti e invece li acquisteranno… Ma non si è fatta un'indagine di mercato in proposito!
Negli USA, invece, le campagne antitabacco hanno risultati eclatanti: in California si è registrato un - 60% di fumatori in un anno. In Italia ci aspettiamo una riduzione del 4% solo come impatto di questa legge. Un risultato comunque notevole.

'Lilt per le aziende', ossia l'invito a contribuire ai progetti della Lega. E se contribuissero aziende "fumatrici"? Ci sono stati casi del genere?
Arcidiacono
: In tutta la nostra attività escludiamo rapporti con aziende che non siano antitabacco.


Numero verde S.O.S. FUMO

Chiama gratuitamente l'800.99.88.77, attivo lunedì e giovedì dalle 9.30 alle 18.00; martedì, mercoledì, venerdì dalle 9.30 alle 14.30. Medici, psicologi, sociologi, giuristi sono a tua disposizione per aiutarti e darti supporto.


 


Silvio Arcidiacono
, direttore generale della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori - www.legatumori.it - e autore di varie pubblicazioni. Convinto che "la nuova legge è una buona legge e gli stessi fumatori credono alla sua efficacia".



Pasquale Valente
, medico del lavoro e dottorando di ricerca in igiene industriale e ambientale all'Università 'La Sapienza' di Roma, si occupa della "Prevenzione al tabagismo degli ambienti di lavoro" ed elabora progetti per l'efficacia delle 'no smoking policy'.


Clarita Bollettini
, esperta della LILT, da quasi 20 anni a contatto tutto il giorno con persone che vogliono smettere di fumare. "Abbiamo un metodo di dismissione dal fumo, elaborato nel 1986 e rivisto nel 2000, e abbiamo una linea verde di SOS fumo, che è entrata in un network europeo".





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