di Alessia Rapone  |  Il progetto  |  Link  |  Contatti  
 
00. Homepage
01. Discorsi
02. Antichi mestieri
03. Parola di
04. Segnalibro
05. Film

Dillatua
Di che lavoro sei >>>


Un camper per la scienza.
Intervista a Fabrizio Lombardini

E' pieno di parole e di entusiasmo, Fabrizio Lombardini, conosciuto alla 'Notte europea dei ricercatori', il 23 settembre 2005 a Roma. Una notte notte, con pochi ricercatori, pochi visitatori e qualche discorso fin troppo appassionato di chi della ricerca ha fatto un ponte tra i fondi europei e l'Italia.

Ma la ricerca non è per forza un bad job, lavoro precario e fuori standard… Anche se gli standard, a dire il vero, qui sono saltati tutti.


Che lavoro fai?
Sulla carta di identità ho scritto "naturalista".

E invece guidi un camper, anzi il Camper!
Sono presidente dell'Associazione, coordinatore e organizzatore. Sì, guido il camper, 'Un camper per la scienza'. Anche se all'inizio, 1998, era un camper attrezzato come laboratorio di biologia in cui, davanti a un supermercato romano, si spiegava quello che la gente aveva appena comprato. Un Camper per la scienza nasce come iniziativa della Fondazione Adriano Buzzatti-Traverso, poi finanziato dal MIUR ed è firmato da Piero Benedetti, che ha poi coinvolto Barbara Gallavotti e Anna Loy, zoologa. E dai supermercati siamo passati alla divulgazione nelle scuole.

Quanto viaggia il camper?
I primi anni il camper ha lavorato soprattutto su Roma, poi abbiamo cominciato a girare l'Italia. E l'anno scorso Piero Benedetti e Anna Loy e io abbiamo costituito l'associazione di promozione sociale "Camper per la scienza", perché il finanziamento era finito. Visto che il progetto era partito e funzionava abbiamo proseguito, anche senza finanziamento dal MIUR, e grazie ai soldi delle scuole che ci chiamano.

Cosa pesa di più, il desiderio di arrivare a tutti o dare una svolta alla propria vita lavorativa?
Il desiderio di arrivare a tutti riguarda il nostro progetto. È un'ambizione, quella di non essere limitati, ma di abbracciare tutti quanti. Siamo partiti dai ragazzi delle scuole medie inferiori, poi siamo arrivati ai licei e alle elementari. Sì, possiamo abbracciare tutti e un giorno tornare all'università e alla ricerca proprio dalla scuola, proprio dal camper.

Fabrizio Lombardini all'interno del camper è… guidatore, navigatore o accompagnatore?
Sono entrato come animatore di laboratorio e quello gestivo. Oggi prendo i contatti con le scuole, con gli insegnanti, programmo i laboratori, trovo i collaboratori, formo i collaboratori, faccio le docenze. Organizzo e coordino tutto e ho piena fiducia da parte degli altri responsabili.
L'esperienza del Camper sta andando bene. E se andrà male dipende solo da noi. Ecco, il laboratorio in classe funziona, se domani va male dobbiamo essere pronti a cambiare qualcosa e a trovare una nuova formula, solo così possiamo lavorare a lungo termine.

"Va bene" significa soddisfazione personale, possibilità future e ritorni economici?
Io ci credo. All'inizio per me era solo una collaborazione, poi il tipo di lavoro mi piaciuto sempre di più e vedevo che anche studenti, professori e genitori - sono loro che pagano - erano soddisfatti. Da qui il chiedersi se è un lavoro, un lavoro per me e per i ragazzi che collaborano con me. Piano piano ci stiamo riuscendo.

E allora torniamo alla domanda d'inizio: il Camper è una svolta lavorativa?
Da neolaureato mi sono detto: cosa faccio? Nel mondo accademico o hai la spinta oppure le capacità non ti servono, guarda quelli che vanno via dall'Italia. Mi dovevo cercare un'altra via e inventarmi il lavoro, un lavoro che fosse il mio, quello per cui avevo studiato. Lo stesso hanno fatto i miei amici e quelli che la pensano come me. L'esperienza comune non è solo quella delle scienze naturali, ma anche dell'animazione coi ragazzi. Io vengo da varie esperienze in campi scuola estivi, tutti di educazione ambientale. Ecco, mettendo insieme questo lavoro con i lavori estivi d'animazione e divulgazione nei campi del CTS o del WWf…. Tante collaborazioni insieme fanno un lavoro.

In occasione di 'Sconfinatamente', il Festival delle Scienze che si è appena concluso all'Auditorium di Roma, Walter Veltroni ha detto: "E' anche un'occasione didattica per i ragazzi delle scuole in un paese in cui è necessario favorire la ricerca e la cultura scientifica. La comprensione delle grandi questioni del nostro tempo richiede anche un approccio scientifico".
Cosa ne pensi?

E' difficile insegnare le scienze. Ci sono scuole che non hanno laboratori e la lezione di scienze rimane cosa retorica. Ci sono scuole in cui i laboratori ci sono, ma non vengono utilizzati e scuole in cui i laboratori ci sono e funzionano e gli insegnanti hanno anche degli assistenti. Quest'ultimo caso è il più raro e sono poche scuole, specialistiche o in cui ci sono insegnati molto validi che fanno più di quello richiesto, e pagato, loro. Tutti e tre i tipi di scuola, comunque, ha bisogno di noi. Perché le scienze non vanno insegnate in teoria, ma serve la pratica per ricordare e apprendere: leggere, vedere, toccare, "provare in diretta". E nell'imparare divertirsi, divertirsi a imparare.

Ultima domanda: quali sono gli strumenti del tuo lavoro?
Un portatile, un proiettore, un microscopio o stereomicroscopio, una camera digitale. Tutti insieme servono per far vedere le cose ingrandite e a seconda del laboratorio ci sono kit particolari. Ad esempio, compro frutta e verdura e fiori per botanica, crani e materiali imbalsamati per zoologia…


 


Fabrizio Lombardini
L'idea è di portare l'alta scienza dei laboratori universitari agli studenti delle scuole ordinarie. Ci pensa Fabrizio Lombardini che guida Un camper per la scienza, http://www.camperperlascienza.ibc.rm.cnr.it/. Laureato in Scienze Naturali all'Università la Sapienza di Roma, dal 1992 lavora come responsabile gestionale, guida naturalistica ed educatore ambientale con i ragazzi delle scuole elementari, medie inferiori e superiori per conto di varie associazioni ambientaliste.


<<<


© 2003-2007 Alessia Rapone. Tutti i diritti riservati.