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La persona al centro.
Intervista a Beppe Carrella

Musical, cinema, raccolta di pomodori, campeggi. Queste e altre le iniziative che TSF - Tele Sistemi Ferroviari, azienda di informatica outsourcer del Gruppo FS realizza per dipendenti e mercato. Alla base, la convinzione che "liberare le energie delle persone e fare cose" è la strada vincente. Al vertice, Beppe Carrella, amministratore delegato dal 2002.

Beppe Carrella, facile fare cose quando si è amministratore delegato: nessun ostacolo, tutti pronti a dire sì.
Sicuramente una sponsorizzazione alta dell'ad aiuta, inutile nasconderselo, ma non è solo quello. Aiuta anche il fatto che l'ad si mette in gioco insieme a tutti gli altri. E se la spinta a fare cose venisse dal basso, funzionerebbe? La risposta stupida è "dipende dal contesto", la risposta vera è "no, non funzionerebbe: o hai una sponsorizzazione alta, oppure no".

"L'aver liberato le loro energie - leggiamo in Ci mettiamo la faccia tutti i giorni, uscito da pochi mesi per Apogeo - ha aumentato la fiducia delle persone nell'azienda". E se non avessero voluto essere liberate, persone ed energie?
Questo è il tema centrale. Tu devi liberare energie represse, non costringere le persone a fare. Tante è vero che nessuna attività che facciamo è obbligatoria per nessuno, tranne i campeggi per i dirigenti, perché da lì parte il flusso di comunicazione che deve poi arrivare a tutti.
Tu devi liberare le energie di chi vuole farsi liberare e mettere la propria creatività a disposizione degli altri. Il tentativo è quello di liberare la creatività personale e del tempo libero anche dentro l'azienda.

Avete preparato e lavorato a molte attività creative anche dopo l'orario di lavoro. Problemi tra i dipendenti e con i sindacati?
All'inizio sì, perché rompi uno schema, consuetudini, equilibri. Fa però parte del rischio. L'importante è avere un sistema di monitoraggio che ti permetta di registrare e analizzare le reazioni e decidere, in base a quelle, la seconda mossa. Il vero problema di queste attività è l'impossibilità di pianificare tutto nei dettagli. Certo è che poi tutte le attività devono essere ricondotte a una "normalità creativa".

Alla base di ogni attività c'è la comprensione dello stile dell'azienda. Qual era lo stile di TSF, appena arrivato?
Non c'era, all'inizio, percezione di avere un mercato, clienti, un necessario sistema di monitoraggio di quello che si faceva. Su queste tre leve abbiamo costruito un percorso.

Che tipo di resistenza ha incontrato?
La resistenza è dovuta a due paure: il cambiamento - è arrivata una persona nuova in azienda, vuole capire dove sono le debolezze per mettere nuove persone… ho paura di perdere il posto - la temporaneità - è arrivata una persona nuova in azienda, farà magari un lavoro e lo farà alle nostre spese, poi lui si porta i frutti da un'altra parte e noi resteremo qua, con un altro capo che ci dirà le stesse cose…

…Invece cosa è successo qui?
Abbiamo fatto un contratto: ci impegniamo tutti a fare delle cose, io non porto nessuna nuova persona con me. Certo, la resistenza iniziale c'è stata, perché non è mai piacevole cambiare approccio nel fare le cose, ma è qui che è scattata la necessità di conquistarsi la fiducia delle persone.

Prima la paura di cambiare, ci potrà essere poi la paura che Beppe Carrella esca di scena e lasci TSF in balia di se stessa?
Uscire di scena - il teatro e il cinema insegnano - è altrettanto difficile che entrare in scena. Il problema, ce lo siamo detti più di una volta anche all'interno, non è durare il più possibile, ma lasciare cose fatte e cose da fare. Il "problema" può essere del capo, ma anche delle persone su cui ha investito, che potrebbero decidere di fare un'esperienza fuori. Questa è una bellissima soddisfazione, dimostra che si è lavorato bene.
Beppe Carrella, qual è la musica del suo lavoro?
E' quella dei Beatles: belle canzoni che parlano del quotidiano, bel gruppo che esalta il singolo e non lo mortifica, dedizione al lavoro.

E l'oggetto del suo lavoro?
Oggi, il desiderio di fare cose tangibili: togliere l'alibi che non si possono fare cose, io provo a far giocare tutti.



Giuseppe Carrella
, 49 anni, laureato in Ingegneria Elettronica, dal 2002 è amministratore delegato di T.S.F. - Tele Sistemi Ferroviari, società partecipata dal gruppo Almaviva e fornitrice in outsourcing di servizi ICT a Ferrovie dello Stato. Inizia la sua carriera in Inghilterra presso la Price Waterhouse. Autore di libri e relatore in numerosi convegni italiani ed esteri su argomenti legati al mondo dell'IT, ha una decennale esperienza didattica presso le principali università italiane. Vedi il sito www.cimettiamolafaccia.it.



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