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Castelli di sabbia.
Intervista a Caterina
Ciao Caterina, qual è il tuo lavoro?
Faccio la bambina.
Cosa significa?
Non te lo ricordi?
Sì, ma ogni bambino è bambino a modo suo.
O no?
Che vuol dire? Io gioco e vado all'asilo. Gioco con la sabbia
insieme a Laura e Matteo, e anche a Flavia, certe volte. Giochiamo
che noi costruiamo le case e poi le distruggiamo.
Perché le distruggete?
Perché domani, sennò, non c'è più
sabbia per costruire altre case. E quando rimaniamo in classe
disegniamo e scriviamo.
Sai già scrivere?
Sì, so scrivere, leggere e ascolto le storie che mi
raccontano a scuola e a casa.
Quali?
Non te le voglio dire.
Che lavoro fa, mamma?
In banca legge i documenti degli altri, parla al telefono
e lavora al computer.
E papà?
Papà va a scuola come me. È un maestro.
Cosa insegna?
I numeri e i colori, fa fare il dettato.
Ti parlano del loro lavoro, mamma o papà?
No, io però parlo del mio lavoro a loro. Gli faccio
vedere il disegno del cielo con le nuvole grandi e il castello
di sabbia che è in realtà la mia scuola e quella
con la gobba è la mia maestra.
Hai mai visto il lavoro di mamma o quello di papà?
Quello di mamma sì, ma non mi è piaciuto. C'erano
altre signore, e dei signori seduti alle scrivanie che ridevano
di nascosto, poi una grande stanza delle riunioni. È
un palazzo grande di vetro, se ti affacci alla finestra vedi
un giardino, ma mamma non si affaccia perché ha le
vertigini.
E il lavoro di papà?
Non l'ho mai visto, perché mi ha detto che sarà
una sorpresa quando vado in prima elementare. Ma io già
so che c'è la lavagna, i gessetti, i quaderni sui banchi,
i bagni dei maschi e quelli delle femmine.
Ti piace andare a scuola?
Ma io vado all'asilo! E poi mica faccio solo quello! La giornata
è lunga e pure mamma e papà dicono che bisogna
fare tante cose. Io faccio la pasta di pane.
Da grande cosa vuoi fare?
Voglio giocare ancora con le sabbie e sporcarmi le mani, mi
piace tanto e pure a Laura. Però mi sa che non esiste
un lavoro così. Io non conosco nessuno che lo fa.
Potresti essere la prima: potresti scavare e cercare tesori
sotto la sabbia, potresti trovare piccoli animaletti che a
occhio nudo non si vedono. Potresti
costruire castelli di sabbia.
Già, perché no?
Ma no! Il castello di sabbia non esiste da grandi!
Caterina è una figlia. "È troppo sveglia",
dicono i genitori che ne sono comunque orgogliosi e ne hanno
comunque paura. A settembre andrà in prima elementare,
con grembiule, zainetto e sabbia nelle tasche.
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© 2003-2007 Alessia Rapone. Tutti i diritti riservati.
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