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"La domenica è festa".
Intervista a Carlo Costalli, Presidente
del Movimento Cristiano Lavoratori.
Nella relazione alla Conferenza Programmatica del MCL che
si è svolta a Roma nel novembre 2003 lei ha individuato
alcuni temi importanti, tra cui il rilancio della politica
come servizio e un forte impegno per la tutela della famiglia.
Quali iniziative concrete prenderà il movimento nel
2004?
Riteniamo che la famiglia sia assolutamente un valore
da salvaguardare e rafforzare, ostacolando quel tentativo
culturale strisciante e pervasivo che tende a minare dalle
fondamenta questo antico istituto giuridico. Su questo punto
noi vogliamo essere chiari: la famiglia è prima di
tutto un valore laico (anche se per noi cristiani è
qualcosa di più), e vogliamo difenderla nella sua soggettività,
promuovendo una adeguata legislazione che favorisca la costituzione
di famiglie 'regolari', basate sul matrimonio tra un uomo
e una donna. Anche la leva fiscale è uno degli strumenti
attraverso i quali è possibile, concretamente, aiutare
le famiglie. Insomma, siamo convinti che sia giunta l'ora
di considerare il reddito del nucleo familiare quale fonte
soggettiva ed unitaria di imposizione. E ci attiveremo con
tutte le nostre energie per sollecitare interventi adeguati
che vadano in questa direzione.
"La domenica è festa" per tutelare la
domenica come giorno di riposo e tornare ai valori della famiglia,
dei figli, del tempo libero. Come è nata questa iniziativa?
L'iniziativa è nata dalla preoccupazione per un
fenomeno, il lavoro domenicale, che va estendendosi anche
in attività che non lo necessitano dal punto di vista
tecnico-produttivo e in servizi non di sostanziale utilità
pubblica.
E avete consegnato le oltre 380.000 firme all'on. Casini.
Siete stati ascoltati, il fatto ha portato/porterà
a risultati in qualche modo tangibili?
Il Presidente della Camera On. Casini si è pubblicamente
impegnato a trasmettere l'appello, e le firme che lo accompagnano,
alla Commissione parlamentare competente in modo da consentire
ai Gruppi parlamentari di svolgere le valutazioni politiche
loro spettanti. Da parte nostra seguiremo l'iter con la massima
attenzione.
Quanto si ricorre al lavoro domenicale anche in attività
che non lo richiedono per loro natura e tipologia?
Come ho appena detto, il fenomeno sta diventando preoccupante.
Si tratta di una modalità produttiva che lede le più
basilari esigenze umane e mina beni primari della collettività
entrando in palese conflitto con le norme fondamentali che
regolano la nostra convivenza civile. Il fenomeno, iniziato
nel terreno del commercio al dettaglio, sta via via interessando
ambiti inerenti al terziario e finanche il campo industriale
ed artigianale.
Un saggio sulle origini, i miti, il fine e la fine (!)
del fine settimana - Aspettando il weekend, di Witold
Rybczynski - ci pone un dubbio: la domenica, è davvero
festa? Non si tratta, ormai, di riposo forzato, a fronte di
ritmi di lavoro e di vita non più legati ad abitudini
familiari, a pratiche religiose, ad attività lavorative
tradizionali?
In effetti ormai sono molti i lavoratori coinvolti in
questo processo produttivo che effettuano il riposo settimanale
in un giorno feriale qualsiasi. La perdita del giorno comune
di festa si ripercuote pesantemente e negativamente sia sulla
vita delle famiglie sia su quella delle comunità cristiane
e civili, alimentando un pericoloso processo di frammentazione
e di disgregazione sociale.
Finita la sirena
della fabbrica, da cosa è scandito oggi il tempo di
lavoro nei luoghi di lavoro?
Molti osservatori sono d'accordo sul carattere intrusivo,
persino invasivo, della logica di un mercato che, se non ha
regole chiare e trasparenti, può portare alla distruzione
degli spazi di socialità. In alcune aziende, poi, si
arriva a far funzionare gli impianti in modo continuativo
sette giorni su sette, e quindi anche di domenica, per cercare
di trarre vantaggio dalle tariffe energetiche meno care. La
parola d'ordine, insomma, è il profitto. Ma noi non
dobbiamo essere pessimisti
Carlo Costalli, Presidente del MCL. Potrebbe raccontare
il suo lavoro in tre aggettivi?
Difficile, pensato e creduto positivamente con grande
passione.
Carlo Costalli, fiorentino, da due anni Presidente del
Movimento Cristiano Lavoratori (MCL).
Il Movimento, di ispirazione cristiana, a carattere sociale,
di solidarietà e volontariato, è senza fini
di lucro ed associa oltre 250 mila lavoratori dipendenti ed
autonomi.
Temi politici e culturali e assistenza sui temi fiscali, legali
e del lavoro, questo l'ambito di azione del MCl e del suo
presidente. Direttore generale, Antonio Inchingoli.
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