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Nuotare vale più che stare a galla.
Intervista a Elio Pace


Che lavoro fa Elio Pace?
L'informatico, programmatore, analista, sviluppatore…

Non sono aspetti tutti diversi di un campo, comunque unico, l'informatica?
Sono aspetti che è bene considerare, e applicare, in modo diverso e che devono corrispondere a figure professionali diverse, diverse per competenza, esperienza, età anche. E naturalmente diverse per obiettivi da raggiungere. Che brutta parola che ho detto!

Quale parola?
"Obiettivi da raggiungere" sono i cattivi, i nemici da abbattere con qualche missile e qualche bomba, ma io non ho nemici e sono contro la guerra. Con un cognome così non potrebbe essere altrimenti! "Obiettivi da raggiungere" sono state le pianificazioni sbagliate o addirittura totalmente assenti, le "urgenze" tramutate in straordinari non pagati e in una veloce pacca sulla spalla. Ecco, tutti obiettivi non raggiunti.

Perché parla al passato? E' cambiato adesso il suo atteggiamento verso un certo modo di lavorare?
E' cambiato perché sono cambiato io, prima di tutto, e perché ho cambiato lavoro. Non è facile ricominciare e anche se non sono vecchio sento la fatica del cambiamento, di stare in un altro ambiente, con nuove persone e nuove responsabilità. La scelta, però, è stata una saggia e coraggiosa scelta.

E cosa fa, adesso?
L'informatico, come prima, e come prima faccio il programmatore e lo sviluppatore, il capoprogetto e tante altre cose insieme, ma adesso lo voglio io, perché il nuovo ufficio è più piccolo, è nato da poco e siamo pochi. Ma siamo bravi, e la pianificazione la facciamo noi, secondo le esigenze del cliente, certo, ma anche secondo i nostri ritmi di vita e di lavoro. Che non sono mai tranquilli, comunque.

Quanto tempo è passato dal suo precedente lavoro al lavoro attuale?
E' passato poco tempo effettivo e tanto tempo vissuto male quando ancora ero lì, prigioniero dello stipendio fisso, dell'orario di lavoro, del ruolo sociale che faceva felice gli altri ma non me.

Ma lei adesso fa lo stesso lavoro di prima, o no?
No, prima ero informatico, adesso svolgo la professione di informatico. Potrei svolgerne altre, so scrivere bene, dipingo le ceramiche, ho anche insegnato nelle scuole. Insomma, faccio quello che mi piace, ma non sono quello che faccio, almeno non totalmente. E mi sento libero, perché finalmente ho scelto di esserlo dentro, prima di tutto; la decisione di lasciare un impiego e senza averne un altro già pronto fuori è stata una conseguenza.

Una conseguenza che le è andata bene. Se così non fosse stato? Quanto avrebbe pesato la disoccupazione su di lei?
Ho sempre creduto in me stesso, ho tanti amici e il ricatto dello stipendio - benché dicano che l'informatica vada sempre bene, così non è - non l'ho voluto assecondare.

Spesso i lavori di oggi, però, non comportano tanto il ricatto dello stipendio, quanto proprio quello del lavoro in sé, trovato con difficoltà e a cui non si vuole rinunciare. Tutti un po' egoisti, prima di tutto verso se stessi. Che ne pensa?
Appunto. Per paura di perdere il mio pezzo di posto lavorativo nel mondo non esito a dire che il collega lavora male, che legge le sue mail personali in ufficio, che va al bagno troppo spesso. E sono egoista verso me stesso, perché mi nego la possibilità di infischiarmene di certi ricatti e lavorare libero, e lavorare bene. Ma lo sa quanto tempo e quanta produttività si perde avendo paura?

Lei ha rischiato, dunque.
Un po' di rischio fa bene. E non è vero che sia più facile rischiare se, come me, sei solo e non hai famiglia, perché la famiglia aiuta. E' vero invece che è tutto difficile e ambiguo in questo mercato del lavoro che ti costringe ad accettare le condizioni più infime pur di stare a galla. Ma io dico che nuotare vale di più che stare a galla.

Un informatico filosofo…
No, solo uno che si è stancato di aspettare che qualcun altro si accorgesse di lui, ha mollato gli ormeggi e continua a fare il suo lavoro. Tutto qui. Non è poco oggi, no?


 



Elio Pace
, analista programmatore, ora capoprogetto in una cooperativa di amici ed ex colleghi. Ha anche scritto per il web temi legati all'accessibilità dei siti internet e argomenti informatici vari. Stanco di non fare ricerca nell'azienda in cui operava, è ora impegnato in nuovi progetti lavorativi e personali.

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