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L'ABC del mondo.
Intervista a Aldo Martini


Mi racconta la storia di una missione e di un uomo, e poi di tanti bambini e di tanto lavoro. Mi racconta di scuola e di mondo. E la prima domanda la fa lui e non io.

Lei sa cosa è l'OPAM e chi ne è il fondatore, no?
L'OPAM è l'Opera di Promozione dell'Alfabetizzazione nel Mondo. Il fondatore dell'OPAM è don Carlo Muratore - tra i cofondatori della Caritas italiana - che andò in Venezuela a fare il missionario e che tornò con l'idea e il progetto di combattere la povertà attraverso l'alfabetizzazione. Perché l'alfabetizzazione è una discriminante. Allora non basta dar da mangiare, portare medicine, bisogna fare qualcosa perché questa gente possa camminare con le proprie gambe! Leggere e scrivere per potersi difendere, per non essere continuamente sfruttati, per essere una persona con la propria dignità.
Don Muratore ha tentato le prime scuole OPAM nelle zone rurali lontano dalle capitali, ha trovato e incentivato gli insegnanti a fare gli insegnanti, ha fatto capire alla gente l'importanza della scolarizzazione. Già, perché i genitori poveri preferiscono mandare i figli a lavorare che mandarli a scuola, e nel caso delle bambine avere poi una donna non istruita significa avere più tardi una famiglia non istruita. Ecco, da allora la nostra è alfabetizzazione delle zone rurali, alfabetizzazione dei bambini, alfabetizzazione delle donne.

Cosa vuol dire alfabetizzazione della donna?
L'alfabetizzazione integrale della donna significa non solo l'ABC, ma anche i primi rudimenti della puericultura, le prime elementari nozioni di igiene e aiutarla a capire che un figlio istruito è un investimento per la famiglia e per il futuro. Per quanto riguarda i bambini, don Muratore ha sempre cercato di valorizzare le possibilità delle adozioni a distanza, mentre era contrario alle adozioni e alla "fuga dei cervelli", dei bambini poveri.

L'attenzione alla scuola, ai ragazzi e al lavoro potrebbero far avvicinare don Muratore ad altre figure di preti - anche se con caratteristiche, campi d'azione ed esiti diversi - impegnati in questi ambiti … don Milani, don Bosco. Ma i laici dove sono?
Il fondatore dell'OPAM ha sempre puntato molto sui laici, ma i laici vengono sempre un po' a rimorchio, i preti magari vanni avanti, è la loro missione. Ma i laici anche vanno a dare la loro professionalità e il loro aiuto nei paesi in via di sviluppo.
L'OPAM è formata da laici, per un caso io sono anche sacerdote, ma il secondo presidente OPAM, dopo don Muratore, è stato un laico. Del resto, l'OPAM vive perché ci sono laici che l'aiutano: sono tutti laici i nostri benefattori.

Quali sono e come sono i rapporti con le istituzioni a Roma? Penso al Comune, alla Regione…
Purtroppo su questo siamo un po' carenti, credo che dovremmo fare di più.
Il Comune è molto sensibile alle politiche sociali, vedi l'iniziativa sull'Africa, noi dovremmo prendere contatti con queste realtà… Ci servono volontari competenti - non vogliamo gravare sull'OPAM - che sappiano fare i filtri necessari per vagliare progetti, partnership e così via. Ora si pone il problema di riorganizzare il nostro ufficio a trent'anni dalla fondazione dell'Opera - fondata nel 1972 -, riorganizzare il modo di lavorare… Siamo comunque associati alla FOCSIV (Federazione Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontariato, n.d.RL), anche se lì siamo un po' atipici, perché non siamo un'associazione che prepara volontari che partono dall'Italia e vanno poi a lavorare nei paesi in via di sviluppo. E anche a Roma, noi non lavoriamo per Roma!

Come lavorate, allora? Cosa fate in concreto?
Ci avvaliamo della competenza, della collaborazione e dell'onestà dei referenti locali che sono, in genere, missionari, suore, laici di cui valutiamo il modo di lavorare; ci affidiamo alla loro competenza, onestà e alle priorità che loro ci indicano, sempre tenendo conto di qual è la nostra filosofia di fondo: mirare all'autonomia, non creare nuove dipendenze. Quindi piccoli progetti realizzabili in loco da personale locale, sotto la direzione del missionario che ci informa per una continua e necessaria trasparenza delle operazioni.

OPAM - Opera di Promozione dell'Alfabetizzazione nel Mondo - locandina

C'è un progetto, fra quelli aperti, che le sta particolarmente a cuore?
Sì, si tratta di una tipologia di progetto: le adozioni a distanza di maestri. Molti operatori locali ci dicono: "Noi la scuola ce l'abbiamo - può essere anche un albero - ma non abbiamo una classe di insegnanti, oppure abbiamo insegnanti che verrebbero, ma i governi non pagano lo stipendio!" Come succede nella Repubblica Democratica del Congo: scuole che prima funzionavano vengono abbandonate dagli insegnanti, che preferiscono la capitale. Con 10, 15 Euro mensili possiamo fare agli insegnanti una casetta, dare loro un pezzetto di terra e uno stipendio garantito.

Formare i formatori…
Esatto. Sulla carta la scuola è aperta a tutti, è molto bello, è un diritto sacrosanto, ma quando non ci sono le strutture e mancano gli insegnanti significa far demagogia. Ma la gente poi chiede che il governo mantenga le promesse. È importante qualificare la scuola con del personale che dia qualcosa, solo allora la scuola viene vista come un bene, non come un peso o come una perdita di tempo.
La seconda realtà in cui siamo più impegnati, ora soprattutto per la Colombia, è prevenire la tragedia dei bambini di strada. Senza più terra e senza famiglia perché senza lavoro, i bambini vagano nelle strade delle capitali, sono analfabeti, diventano merce. Noi facciamo progetti affinché vadano a scuola, che significa: avere un tetto, avere un posto dove vivere, avere un pasto, un vestito, cure minime.

Don Aldo Martini continua a parlare, il registratore è spento, torno a casa con una bellissima foto di una bellissima bambina indiana.

Bimba - Villaggio di Dah - Ladakh - India

 


Aldo Martini
è presidente dell'OPAM - Opera di Promozione dell'Alfabetizzazione nel Mondo, ONG-ONLUS - www.opam.it. Di origini venete, don Aldo Martini lavora oggi in Vaticano e dai testi medievali che lì esamina passa a interventi d'alfabetizzazione mondiale quando raggiunge la sede dell'Opera. "Il riscatto dei poveri comincia a scuola", scrive sul mensile OPAM.



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