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Precari, di Andrea Tiddi

Percorsi di vita tra lavoro e non-lavoro, recita il sottotitolo. Sono i lavoratori precari che studiano e lavorano, che si aggiornano, si divertono, vanno in vacanza ma non in ferie.
Sono coloro che alternano mesi di febbrili attività a mesi di ozio creativo, che lasciano una professione iniziata due mesi prima per partecipare a una manifestazione internazionale e poi ricominciare a lavorare. Dove? In un altro posto, dentro un'altra storia professionale, con altri colleghi…

Andrea Tiddi, Precari


Vivono nelle metropoli, si muovono bene nel chiasso e nel silenzio, non hanno identità lavorativa fissa e a volte neanche la cercano. I precari come precursori di un nuovo modo di vivere e pensare?

Intanto sono categoria a rischio povertà, fonte di sorprese per chi li studia e per se stessi prima di tutto, soli di fronte al datore di lavoro, intercambiabili e sempre sospesi tra il dentro e il fuori del mercato del lavoro e della vita sociale. Per loro la proposta di un reddito di cittadinanza, che non è sussidio di disoccupazione, ma "reddito universale e incondizionato". Sarà vero? Sarà questo, diritto di cittadinanza?

Andrea Tiddi, Precari, Roma, DeriveApprodi, 2002

 

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