Una barca nel bosco, di Paola Mastrocola
[
] Chiude il libro e dice forte, a tutti: "Siccome il
vostro compagno Torrente mi chiede insistentemente quando faremo
una versione, adesso ve lo dico".
"Insistentemente" se l'è inventato lui. Comunque
tutti mi guardano malissimo.
Dice che una vera versione ce la darà forse a fine anno,
quando avremo fatto almeno la terza declinazione. Adesso stiamo
ricominciando da zero perché molti di voi non l'hanno mai
fatto latino, dice, e chi l'ha fatto meglio ancora perché
così ripassa. E comunque faremo solo le declinazioni quest'anno,
perché noi vogliamo fare un latino agile e flessibile.
Dice proprio così: "E sapete cosa vi dico? Che cercheremo
di fare un latino agile e flessibile. Un latino moderno divertente,
capito?" [
]
Sarà un viaggio lungo quello di Gaspare Torrente,
approdato a Torino da una piccola isola del Sud Italia per frequentare
il liceo e dopo l'università, magari diventare avvocato e
affrancarsi dal destino di pescatore, quello che costringe suo padre
alla lontananza.
Ma per diventare uomo bisogna prima passare per la scuola
e imparare, imparare il più possibile
Sarà un viaggio lungo quello che porterà Gaspare
Torrente alla maturità, quello che gli permetterà
di sfoltire, tagliare, recidere il pericoloso vuoto che hanno cercato
di mettergli dentro. Proprio come ha imparato a fare col suo pioppo,
ora divenuto l'inizio del suo lento e meraviglioso riscatto.
Una scuola e una società che vogliono tutti uguali, senza
pensieri di ritorno, senza talenti fra le mani. E i talenti se ne
vanno, per non perdersi ancora nel bosco e non
perdere altro tempo. Per fare qualcosa di grande, di nuovo,
di imprevisto.
Paola Mastrocola, Una barca nel bosco, Parma, Guanda
Editore, 2004
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